Noi dello Studio legale Crivello ci occupiamo di diritto delle successioni da anni e vediamo spesso confusione su cosa significhi successione internazionale. In termini semplici, la successione è il trasferimento del patrimonio del defunto a favore degli eredi e include sia i beni — come immobili, veicoli e conti correnti — sia le obbligazioni, cioè i debiti che gravano sull’eredità.
Parliamo di successione transfrontaliera quando, al momento della morte, il de cuius ha legami con più Stati. Può trattarsi di una cittadinanza diversa dallo Stato di residenza, di una residenza all’estero o del possesso di beni in Paesi diversi. In questi casi, la gestione dell’eredità internazionale richiede attenzione alle norme interne e agli strumenti comunitari.
Oggi, il quadro principale per le successioni tra Stati membri è il Regolamento UE 650/2012. Dove il regolamento non si applica restano valide, in via residuale, le norme italiane e la legge 218/1995, opportunamente aggiornate. L’obiettivo pratico è ridurre i conflitti di competenza, abbattere tempi e costi e facilitare il riconoscimento degli atti tra Paesi.
Nelle sezioni successive approfondiremo come si distingue una successione nazionale da una transfrontaliera, quali sono i presupposti che la rendono internazionale e quali strumenti pratici offre il diritto europeo per eredi e professionisti.
Cos’è una successione internazionale
Nel nostro lavoro incontriamo spesso casi in cui l’eredità coinvolge elementi di Stati diversi. La definizione di successione internazionale descrive proprio queste situazioni, quando la morte apre una posizione patrimoniale con collegamenti con più Stati. Capire la natura del caso è il primo passo per evitare conflitti di norme e ritardi procedurali.
Definizione giuridica e differenza tra successione nazionale e transfrontaliera
Per chiarire, la successione transfrontaliera si verifica quando concorrono elementi appartenenti a Paesi diversi: cittadinanza, residenza abituale o ubicazione dei beni. Questa definizione di successione internazionale si regge su principi di diritto internazionale privato.
La successione nazionale si distingue da quella transfrontaliera perché la prima si assoggetta esclusivamente alla legge interna e alle autorità locali. La seconda richiede l’intervento di regole sovranazionali, soprattutto nell’Unione Europea, dove il Regolamento 650/2012 detta norme su legge applicabile e autorità competenti.
Presupposti che determinano la natura internazionale
I presupposti della successione internazionale comprendono la cittadinanza multipla, la residenza abituale al momento della morte e la collocazione dei beni. Ogni elemento può spostare il caso fuori dalla pura giurisdizione nazionale.
La valutazione della residenza abituale richiede un’analisi caso per caso. Le autorità verificano il collegamento stretto e durevole del defunto con un Paese. Questo accertamento influisce sulla scelta della legge applicabile e sulla competenza territoriale.
Dati di contesto e rilevanza pratica
I dati delle successioni transfrontaliere mostrano un trend di crescita, spinto dalla mobilità per lavoro, studio e famiglia. L’incidenza delle successioni UE è evidente: molte famiglie affrontano pratiche in più Stati e documenti da far riconoscere all’estero.
La rilevanza pratica dell’eredità all’estero si traduce in difficoltà per gli eredi: comunicazioni complesse con autorità straniere, rischio di procedimenti duplicati e oneri maggiori. Per questo è importante pianificare e chiedere assistenza specialistica in diritto internazionale privato.
Regole UE, legge applicabile e aspetti pratici per eredi e professionisti
In questo paragrafo spieghiamo come le norme europee e le regole nazionali interagiscono nella gestione di una successione con elementi esteri. Ci focalizziamo su regole operative, scelta della legge e passaggi pratici per eredi, avvocati e notai. Il contenuto integra riferimenti al Regolamento UE 650/2012 e alla normativa italiana.
Il Regolamento UE 650/2012 definisce l’ambito operativo dal 17 agosto 2015 e indica l’ambito di applicazione delle successioni UE per le materie civili della successione mortis causa. Le materie escluse dal regolamento riguardano la fiscalità, i trust, questioni amministrative e il regime patrimoniale dei coniugi.
Per stabilire la legge applicabile nella successione internazionale ci riferiamo all’articolo 21 del regolamento, che applica la legge dello Stato della residenza abituale del defunto al momento della morte. Se emerge un legame più stretto con un altro Paese si può applicare quella legge diversa. La professio iuris consente al testatore di scegliere una legge tra quelle di cui è cittadino. Le autorità competenti nella successione possono essere tribunali o notai del paese competente. In caso di contenzioso il tribunale competente per la successione è di norma quello dell’ultimo luogo di residenza abituale del defunto. Gli eredi possono concordare diverse sedi se tutte le parti acconsentono.
Il ruolo del notaio nella successione internazionale include la redazione di atti, la verifica di documenti esteri e gli adempimenti fiscali. In Italia il notaio cura il deposito notarile art.106 legge notarile quando atti pubblici stranieri devono essere resi efficaci nel territorio nazionale.
Sul piano documentale il certificato successorio europeo, o European Certificate of Succession, dimostra la qualità di erede, legatario o esecutore testamentario. L’autorità competente per la successione rilascia il certificato e lo conserva, rilasciando copie certificate. I vantaggi del certificato successorio emergono nella semplificazione di rapporti con banche e amministrazioni estere.
Perché un atto estero sia valido in Italia è spesso necessario il deposito notarile (art. 106 Legge Notarile). Un testamento estero valido in Italia viene riconosciuto se conforme alle forme previste dalla legge del Paese di redazione e alle disposizioni del Regolamento europeo sulle successioni internazionali.
Infine va affrontata la fiscalità. Il Regolamento non disciplina la fiscalità della successione internazionale; le imposte di successione in Italia restano applicabili secondo il principio di territorialità. L’adempimento principale è la dichiarazione di successione che determina l’imposta e i crediti d’imposta in caso di beni tassati all’estero.
Conclusione
La successione internazionale nasce quando il defunto mantiene legami concreti con più Stati: residenza, cittadinanza o beni esteri. Il Regolamento UE 650/2012 offre un quadro per stabilire la legge applicabile, individuare le autorità competenti e utilizzare strumenti come il certificato successorio europeo. Rimangono però materie regolate a livello nazionale, in particolare la fiscalità e alcune questioni sostanziali.
Per chi si trova ad affrontare pratiche transfrontaliere è cruciale rivolgersi a uno specialista. Errori nella scelta del foro, nel deposito notarile o nella validazione di atti stranieri possono causare ritardi e costi. Un avvocato esperto coordina le richieste alle autorità estere e assicura il rispetto delle procedure previste dalla normativa UE e italiana.
Noi dello Studio Legale Crivello, offriamo un’assistenza per la successione internazionale completa: valutazione della legge applicabile, scelta strategica del foro, gestione del certificato successorio europeo e coordinamento con notai e autorità straniere. Ci occupiamo inoltre del deposito e della verifica degli atti stranieri ai sensi dell’art.106 della Legge Notarile e della consulenza fiscale per la dichiarazione di successione in Italia.
Se stai seguendo una successione che coinvolge più ordinamenti, contattaci per una consulenza personalizzata. Lo Studio Legale Crivello garantisce un approccio pratico e rapido, con assistenza diretta in Italia e all’estero per risolvere le questioni complesse della pratica transfrontaliera.

